Dopo dodici giorni di guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran emergono alcune prime indicazioni: il regime iraniano non sembra destinato a crollare rapidamente, nemmeno dopo l’uccisione della guida suprema Ali Khamenei nei raid iniziali. Il potere nel paese è infatti distribuito tra più centri, soprattutto nelle Guardie della rivoluzione, che costituiscono un apparato politico-militare capace di mantenere stabile il sistema. Inoltre la guerra rischia di rafforzare la narrativa anti-americana e anti-israeliana su cui il regime ha costruito la propria legittimità negli ultimi quarant’anni. Anche l’idea di una sollevazione popolare appare poco realistica, vista la capacità repressiva dello Stato e la mancanza di un’opposizione organizzata. Intanto gli obiettivi di Israele e degli Stati Uniti sembrano divergere e il conflitto, soprattutto per Donald Trump, rischia di trasformarsi in un vicolo cieco strategico. Ma perché? Ne parlo con Mario Del Pero.See omnystudio.com/listener for privacy information.