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Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Graziana Filomeno - italiano online
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    Imparare le PREPOSIZIONI Italiane: Guida Facile e Chiara

    03/05/2026 | 43 min
    Ti sei mai chiesto perché in italiano diciamo "vado A Roma" ma "vengo DA Milano"? O perché a volte usiamo "sul tavolo" e altre volte "sopra il tavolo"? Le preposizioni sono uno degli aspetti più importanti e complessi della lingua italiana. In questa guida completa vedrai come usarle correttamente.

    LE PREPOSIZIONI ITALIANE: Semplici, Articolate, Improprie

    Cosa Sono le Preposizioni?

    Le preposizioni sono piccole parole che creano un collegamento tra gli elementi di una frase. Sono come dei "ponti grammaticali" che uniscono parole e danno significato alle relazioni tra di esse. Senza le preposizioni, la comunicazione sarebbe incompleta e poco chiara.

    Per esempio: "Il libro di Marco è sul tavolo della cucina."

    Senza le preposizioni "di", "sul" e "della", non capiremmo chi possiede il libro, dove si trova e in quale stanza. Le preposizioni sono quindi essenziali per una comunicazione efficace.

    Le Preposizioni Semplici

    In italiano ci sono 9 preposizioni semplici: DI, A, DA, IN, CON, SU, PER, TRA, FRA.

    Ogni preposizione ha molteplici usi e funzioni. Vediamo insieme i principali significati e utilizzi di ciascuna.

    1. La Preposizione DI

    La preposizione DI è la più versatile di tutte. Vediamo i suoi principali usi:

    Possesso e Appartenenza

    Quando qualcosa appartiene a qualcuno:

    Il telefono di Luca (= il telefono appartiene a Luca)

    La borsa di mia madre

    Specificazione

    Quando specifichiamo qualcosa:

    Un bicchiere di vino

    Una tazza di caffè

    Il professore di matematica

    Argomento

    Quando parliamo di qualcosa:

    Parliamo di politica

    Discutere di sport

    Materia

    Per indicare di cosa è fatto qualcosa:

    Un tavolo di legno

    Una collana d'oro

    Origine e Provenienza

    Sono di Napoli (= vengo da Napoli)

    Maria è di origine spagnola

    Paragone

    Marco è più alto di Luigi

    Questo film è meno interessante di quello

    Tempo

    In alcune espressioni temporali:

    Di mattina studio sempre

    Di notte fa freddo

    D'estate vado al mare

    Qualità

    Prodotti di alta qualità

    Un uomo di grande cultura

    Limitazione

    Campione italiano di nuoto

    Debole di stomaco

    Carenza

    Privo di esperienza

    Senza di te non posso vivere

    Quantità

    Pieno di errori

    Ricco di vitamine

    2. La Preposizione A

    A è una preposizione molto importante che indica principalmente movimento e tempo.

    Moto a Luogo

    Indica dove andiamo (o dove vorremmo andare):

    Vado a Roma

    Andiamo a casa

    Andremo a teatro

    Stato in Luogo con le Città

    Abito a Milano

    Sono a Firenze

    Tempo e Orario Preciso

    Parto a gennaio

    Arrivo a mezzogiorno

    Età

    A vent'anni ho iniziato l'università

    Si è sposato a trent'anni

    Complemento di Termine

    Risponde alla domanda: "a chi? a che cosa?"

    Do il libro a Maria

    Scrivo a mio padre

    Telefono a Luca

    Modo e Maniera

    Indica "come?"

    Una camicia a righe

    Un vestito a fiori

    Scarpe a punta

    Con Nomi di Piccole Isole

    Vado a Capri

    Sono a Lampedusa

    Verbi Seguiti da A + Infinito

    Imparo a guidare

    Riesco a capire

    Mi abituo a svegliarmi presto

    Comincio a studiare

    Continuo a lavorare

    Inizio a cucinare

    Trasformazione in AD

    Nota importante: La preposizione A diventa AD davanti alla vocale A (obbligatorio) e facoltativamente davanti ad altre vocali:

    Vado ADAncona (davanti ad A, obbligatorio)

    Vado AD Empoli / a Empoli (davanti ad altre vocali, facoltativo)

    3. La Preposizione DA

    DA è la preposizione del movimento e dell'origine!

    Moto da Luogo

    Indica da dove veniamo:

    Vengo da Roma

    Arrivo da scuola

    Stato in Luogo con le Persone

    Con le persone, DA indica che ci troviamo a casa loro:

    Sono da Maria (= sono a casa di Maria)

    Stasera ceniamo da sua nonna

    Tempo Continuato

    Indica da quando e l'azione continua ancora:

    Studio italiano da tre anni

    Lavoro al ristorante da quest'estate

    Complemento d'Agente

    Con verbi passivi, indica chi fa l'azione:

    Il libro è stato scritto da Dante

    La pizza è stata mangiata da Luigi

    Scopo e Funzione

    Indica a cosa serve quella cosa:

    Una macchina da caffè

    Occhiali da sole

    Scarpe da ginnastica

    Separazione e Allontanamento

    Lontano da casa

    Diverso da te

    Valore e Prezzo

    Un biglietto da 10 euro

    Una banconota da 50 euro

    Con Costruzioni Indeterminate

    Schema: qualcosa/qualcuno/niente + DA + infinito

    Hai qualcosa da dire?

    Cerco qualcuno da invitare

    Non ho niente da fare

    4. La Preposizione IN

    IN indica principalmente dove siamo o dove andiamo. È la preposizione della posizione e dello stato in luogo.

    Stato in Luogo

    Sono in Italia

    Lavoro in ufficio

    Studio in biblioteca

    Moto a Luogo

    Con continenti, nazioni, regioni:

    Vado in Francia

    Andiamo in Asia

    Vado in Toscana

    Tempo

    Con mesi, anni, stagioni, epoche:

    Sono nato in estate

    In primavera i fiori sbocciano

    In passato le cose erano diverse

    Mezzo di Trasporto

    Viaggio in treno

    Vado in autobus

    Andiamo in aereo

    ATTENZIONE! con la macchina diciamo sia "Vado in macchina" sia "Vado con la macchina"! Entrambe sono corrette!

    Modo

    In silenzio

    In fretta

    In pace

    Con Nomi di Strade

    Abito in via Roma

    Il negozio è in corso Vittorio Emanuele

    Con Nomi di Negozi in -IA

    Vado in libreria

    Sono in pasticceria

    Devo andare in lavanderia

    Eccezioni Importanti

    Ma attenzione! Ci sono delle ECCEZIONI IMPORTANTI da memorizzare:

    Vado in vacanza

    Vado in montagna

    Vado in campagna

    Sono in centro

    Lavoro in ufficio

    Vado in palestra

    È in ospedale

    5. La Preposizione CON

    CON è la preposizione che indica principalmente compagnia e strumento.

    Compagnia

    Indica con chi siamo:

    Vado al cinema con Maria

    Studio con i miei amici

    Vivo con mia sorella

    Mezzo e Strumento

    Indica cosa usiamo:

    Scrivo con la penna

    Taglio con le forbici

    Pago con la carta di credito

    Modo e Maniera

    Parla con gentilezza

    Tratta tutti con rispetto

    Lavora con passione

    Qualità e Caratteristiche

    La ragazza con i capelli lunghi

    L'uomo con la barba

    Tempo e Periodo

    Con l'estate arrivano le vacanze

    Con il passare del tempo tutto cambia

    Limitazioni e Campo di Interesse

    Come va con lo studio?

    Sono indietro con i compiti

    6. La Preposizione SU

    SU indica principalmente posizione sopra qualcosa. È la preposizione che esprime superiorità spaziale.

    Posizione

    Stato in luogo:

    Il libro è su quel tavolo

    Il gatto è seduto su quella sedia

    Argomento

    Indica su cosa parliamo o scriviamo:

    Guarda un film su Attila

    Ha letto un libro su Leonardo da Vinci

    Distribuzione

    Significa circa, più o meno:

    Una macchina su otto è elettrica

    Nella libreria ci sono solo cinque libri su dodici

    Espressioni Idiomatiche

    Su misura (= fatto apposta per te)

    Su due piedi (= immediatamente, senza pensarci)

    7. La Preposizione PER

    PER è la preposizione che indica causa, scopo e mezzo. Esprime il motivo o il mezzo attraverso il quale si compie l'azione.

    Causa e Motivo

    Indica perché succede qualcosa:

    Piango per la gioia

    È famoso per la sua gentilezza

    Trema per il freddo

    Scopo e Fine

    Indica a che scopo facciamo qualcosa:

    Studio per imparare

    Lavoro per vivere

    Domani veniamo da te per guardare la serie

    Moto per Luogo

    Indica attraverso dove passiamo:

    Passo per il centro

    Il treno passa per Bologna

    Tempo e Durata

    Indica quanto dura qualcosa:

    Resto qui per due settimane

    Studio per un'ora al giorno

    Mezzo e Strumento

    Ti chiamo per telefono

    Spedisco per posta la lettera

    Ti invio quel file per email

    Distributivo

    Uno per uno

    Due per volta

    Sostituzione

    Che sbadato, ho preso Marco per Luca!

    L'ho scambiato per suo fratello

    Colpa e Pena

    Arrestato per rapina

    Multato per eccesso di velocità

    Con "Stare Per"

    Indica azione imminente:

    Sto per uscire

    Il concerto sta per iniziare

    Modo

    L'ho fatto per sbaglio

    L'ho incontrato per fortuna

    8. Le Preposizioni TRA e FRA

    TRA e FRA sono due preposizioni identiche. Si usano esattamente allo stesso modo e l'unica differenza è di tipo fonetico.

    Generalmente usiamo TRA davanti a parole che iniziano con "fra" (per evitare la ripetizione del suono: "tra fratelli" invece di "fra fratelli") e FRA davanti a parole che iniziano con "tra" ("fra tram" invece di "tra tram"). Ma non è una regola rigida!

    Posizione

    In mezzo a due cose o persone:

    Il bar è tra la banca e la farmacia

    Siedo fra Maria e Luca

    Relazione

    Tra amici si dice tutto

    Il segreto resta fra noi

    Tempo Futuro

    Indica quanto tempo manca:

    Arrivo tra dieci minuti

    L'esame è fra una settimana

    Scelta

    Devi scegliere tra questi due

    Fra tutti, preferisco questo

    Moto Attraverso

    Cammino tra gli alberi

    Passare fra le macchine

    Distanza

    Tra 5 chilometri c'è il paese

    Fra pochi metri arriviamo

    Partitivo

    Indica in che gruppo si trova un elemento:

    Il più alto tra i miei amici

    La migliore fra le studentesse

    Approssimazione e Stima

    Costa tra i 100 e i 150 euro

    Ci vogliono fra le 2 e le 3 ore

    Espressioni Fisse

    Tra l'altro (= inoltre, per di più): "Devo studiare, tra l'altro domani ho l'esame"

    Le Preposizioni Articolate

    E ora passiamo alle preposizioni articolate! Cosa sono? Sono preposizioni che si formano dall'unione tra una preposizione semplice e un articolo determinativo. È come un matrimonio grammaticale: due parole che si uniscono per diventare una sola!

    Ma attenzione! Non tutte le preposizioni semplici formano preposizioni articolate. Solo 5 lo fanno: DI, A, DA, IN, SU. Queste cinque hanno deciso di collaborare con gli articoli.

    CON, PER,...
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    Mussolini e l’Italiano: Come il Fascismo Trasformò la Lingua di un Popolo

    30/04/2026 | 25 min
    Quando si studia l'italiano, si impara una lingua ricca di storia. Ma c'è un capitolo meno conosciuto: quello degli anni Venti e Trenta del Novecento, quando Benito Mussolini e il regime fascista decisero di intervenire direttamente sulla lingua italiana, modificandola, purificandola e usandola come strumento di potere. La lingua non è mai neutrale: chi controlla le parole, controlla il pensiero. Il fascismo lo capì benissimo.

    La «Battaglia» per la Purezza Linguistica

    Negli anni Trenta, il regime lanciò una vera e propria campagna contro le parole straniere, chiamata bonifica linguistica. L'obiettivo era eliminare i forestierismi — cioè le parole di origine straniera — e sostituirli con termini italiani. Nel 1940 fu vietato per legge l'uso di parole straniere nei luoghi pubblici, nelle insegne dei negozi e sui giornali.

    Per esempio, la parola bar doveva diventare mescita, e restaurant doveva essere sostituito con ristoro. Come recitava la retorica fascista dell'epoca: «La lingua è l'anima della nazione. Chi non parla italiano non è italiano.»

    Parole Proibite e i Loro Sostituti Fascisti

    Ecco alcune delle sostituzioni imposte dal regime, con le parole straniere originali e i nuovi termini italiani obbligatori:

    Parola italiana (imposta)Significato / Notecalciofootball (già italiano, ma imposto ufficialmente) — sostituisce: footballautistadriver / chauffeur — sostituisce: chauffeurportieregoalkeeper / doorman — sostituisce: goal-keepermescita / caffèbar / café — sostituisce: bar, caféristororestaurant — sostituisce: restaurantpellicolafilm / movie — sostituisce: filmpalcoscenicostage — sostituisce: stagegolgoal (poi accettato così com'è)

    Come si può notare, alcune di queste parole — come calcio e portiere — sono rimaste nella lingua italiana fino ad oggi, mentre altre, come ristoro al posto di restaurant, sono cadute in disuso. Se vuoi approfondire il tema delle parole straniere nell'italiano, trovi un articolo dedicato sul nostro sito.

    Il «Voi» Contro il «Lei»: Una Battaglia Grammaticale

    Nel 1938, il regime dichiarò che il Lei era un pronome «servile», di origine spagnola, indegno di un italiano fiero e virile. Al suo posto impose il Voi come forma di rispetto, considerato più «romano» e «fascista». Si trattava di una vera e propria riforma grammaticale con motivazioni politiche: la scelta del pronome diventava un atto di obbedienza o di resistenza al regime.

    Oggi, il Lei è pienamente tornato come pronome di cortesia nella lingua italiana standard. Il Voi, però, sopravvive ancora in alcune zone del Sud Italia — Campania, Calabria, Sicilia — come retaggio storico e culturale di quel periodo.

    Perché il Regime Preferiva il Voi?

    Il Voi veniva presentato come un pronome autenticamente italiano, con radici nella tradizione romana e rinascimentale. Il fascismo sosteneva che il Lei, invece, fosse stato introdotto dagli spagnoli durante la dominazione della penisola, e che quindi rappresentasse una forma di sudditanza culturale straniera. In realtà, gli storici della lingua mostrano che il Lei aveva già una lunga tradizione italiana autonoma, ma la propaganda non aveva bisogno di precisione storica: aveva bisogno di simboli.

    Il Dialetto: Nemico della Nazione?

    Prima dell'unificazione d'Italia nel 1861, ogni regione aveva la propria lingua: veneziano, napoletano, siciliano, piemontese… Molti italiani, ancora negli anni Venti del Novecento, parlavano il dialetto come prima lingua e l'italiano come una lingua da imparare.

    Il fascismo vide i dialetti come un ostacolo all'unità nazionale. L'obiettivo era costruire un'Italia unita, forte, con una sola lingua. I dialetti vennero scoraggiati nelle scuole e nella vita pubblica. Si voleva un italiano standard, chiaro, uniforme — uno strumento di coesione ideologica oltre che comunicativa.

    Il regime, però, non riuscì mai a eliminare i dialetti: erano troppo radicati nella vita quotidiana. E molti gerarchi fascisti, in privato, continuavano a parlare in dialetto. Vuoi scoprire di più sui dialetti italiani e sulla loro storia? Trovi un articolo completo sul nostro sito.

    La Lingua della Propaganda

    Oltre a vietare parole straniere, il fascismo creò un suo lessico specifico: un vocabolario carico di retorica, di grandiosità, di richiami all'Impero romano. La lingua doveva trasmettere forza, gloria, obbedienza. Ogni parola era scelta con cura per evocare sentimenti di potenza e appartenenza nazionale.

    Parole Chiave del Vocabolario Fascista

    Parola italianaSignificato / NoteDucedal latino dux = capo, condottiero. Titolo di MussoliniCameratacompagno/a fascista. Dal latino camera = stanzaSquadrismoviolenza organizzata delle «squadre» fascistePatriala nazione, usata ossessivamente in senso sacroBalillaorganizzazione giovanile fascista (bambini 8–14 anni)Fasciosimbolo romano (il fascio littorio) adottato dal regime

    I Discorsi di Mussolini: Retorica al Servizio del Potere

    I discorsi di Mussolini erano studiati con precisione per colpire emotivamente. Adottavano uno stile oratorio che si rifaceva alla retorica latina classica, ma adattato ai nuovi mezzi di comunicazione: la radio e le grandi piazze. Frasi brevi, ritmo martellante, ripetizioni ossessive — una tecnica pensata per non far pensare, ma per far sentire.

    La lingua fascista era costruita per generare emozioni collettive: entusiasmo, paura, orgoglio, odio. Chi volesse approfondire come il linguaggio giornalistico e politico funziona in italiano può trovare ulteriori risorse nel nostro sito.

    Cosa È Rimasto Oggi?

    La maggior parte delle innovazioni imposte dal regime è scomparsa con esso. L'italiano moderno ha reintegrato i prestiti stranieri e ha adottato migliaia di anglicismi nel corso del Novecento — esattamente il contrario di ciò che il fascismo aveva cercato di fare. Parole come film, bar, sport sono oggi pienamente accettate nell'italiano contemporaneo.

    Alcune tracce rimangono però nella lingua di oggi:

    → Calcio e portiere (nel senso calcistico) sono parole nate o consolidate in quel periodo e sono rimaste.→ Il Voi di cortesia sopravvive nel dialetto di alcune regioni meridionali.→ Molte parole del vocabolario fascista sono entrate nel lessico storico e nei libri di testo.

    Rimane però, soprattutto, una consapevolezza: la lingua può essere usata come strumento politico. Studiare queste vicende aiuta a leggere la lingua con occhi più critici — e a capire perché certe scelte linguistiche non sono mai puramente «grammaticali». Se ti interessa approfondire la storia della lingua italiana, leggi anche il nostro articolo sull'origine e storia dell'italiano.

    Domande Frequenti (FAQ)

    Il fascismo riuscì davvero a cambiare la lingua italiana?

    In parte sì. Alcune sostituzioni lessicali imposte dal regime — come calcio per football — sono sopravvissute nella lingua moderna. Tuttavia, la maggior parte delle riforme linguistiche fasciste fallì nel lungo periodo: i parlanti tornarono ai termini originali non appena il regime cadde, e l'italiano del dopoguerra riprese ad assorbire liberamente parole straniere.

    Il «Lei» è davvero di origine spagnola?

    La tesi dell'origine spagnola del Lei era una semplificazione propagandistica. Gli storici della lingua dimostrano che il Lei aveva già radici solide nella tradizione italiana rinascimentale, indipendentemente dall'influenza iberica. L'affermazione del regime era un pretesto ideologico, non una verità linguistica. Per saperne di più sul pronome di cortesia in italiano, leggi il nostro articolo dedicato.

    Cosa significa «bonifica linguistica»?

    La bonifica linguistica era la campagna ufficiale del regime fascista per «purificare» la lingua italiana eliminando i forestierismi, cioè le parole di origine straniera. Il termine richiama volutamente la bonifica agraria — il prosciugamento delle paludi — per evocare l'idea di «ripulire» la lingua da elementi considerati «inquinanti». Era, in sostanza, un nazionalismo applicato al vocabolario.

    Perché i dialetti non furono eliminati nonostante le pressioni del regime?

    I dialetti italiani erano troppo radicati nella vita quotidiana delle comunità locali per essere eliminati con semplici decreti. La scuola e la radio diffondevano l'italiano standard, ma in casa, al mercato, tra amici, le persone continuavano a parlare in dialetto. Persino i dirigenti fascisti, in privato, usavano spesso il dialetto della propria regione. Questo dimostra quanto la lingua sia un fenomeno sociale e identitario che sfugge al controllo puramente politico.

    Se vuoi saperne di più sulla storia dell'Italia e su quando è nato l'italiano, non dimenticare di dare un'occhiata all’articolo dedicato.

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    Come Imparare l’Italiano Guardando Netflix | A1 → C2

    26/04/2026 | 29 min
    Hai Netflix e vuoi migliorare il tuo italiano? Esistono film e serie TV in italiano perfetti per imparare dal divano di casa, adatti a ogni livello, dal principiante assoluto al più avanzato. In questo articolo trovi sei consigli — 3 film e 3 serie TV per ogni livello, dal A1 al C2 — con spiegazioni su come usarli nel modo più efficace per migliorare la comprensione orale, arricchire il vocabolario e abituarti ai diversi accenti italiani.

    Migliori Serie TV e Film Italiani su Netflix

    Come Usare Netflix per Imparare l'Italiano

    Prima di entrare nei consigli specifici, una regola valida per tutti i livelli: usa sempre i sottotitoli in italiano, non nella tua lingua. Se usi i sottotitoli nella tua lingua, stai solo leggendo una traduzione e non stai imparando nulla di nuovo. Con i sottotitoli in italiano, invece, associ i suoni alle parole scritte — un esercizio preziosissimo a qualsiasi livello. Man mano che il tuo livello migliora, puoi progressivamente ridurre l'uso dei sottotitoli fino a guardarli senza alcun aiuto.

    Livello A1 — Film: "4 Metà" (2021)

    Al livello A1 — principiante assoluto — la domanda più comune è: «Ha senso guardare qualcosa in italiano se capisco pochissimo?» La risposta è sì, a patto di scegliere il contenuto giusto. E il contenuto giusto per questo livello è 4 metà, una commedia romantica italiana originale Netflix del 2021, diretta da Alessio Maria Federici e interpretata da Ilenia Pastorelli, Matilde Gioli, Giuseppe Maggio e Matteo Martari.

    Di Cosa Parla

    Due amici invitano a cena quattro single — due uomini e due donne — e si chiedono: esiste davvero l'anima gemella? Il film racconta le storie di queste quattro persone in due realtà alternative, mostrando come le coppie potrebbero formarsi in modi diversi. Niente crimini, niente misteri, niente dialetti difficili — solo storie d'amore, amicizia e vita quotidiana a Roma.

    Perché È Perfetto per il Livello A1

    Il linguaggio è quotidiano, semplice e naturale — si parla di sentimenti, di lavoro, di amicizia, di appuntamenti, temi che aiutano a capire il contesto anche senza conoscere ogni parola.

    Le frasi sono brevi e chiare, senza costruzioni grammaticali complesse.

    L'accento è italiano standard, molto piacevole da ascoltare per chi è agli inizi.

    Il film dura solo 90 minuti — perfetto per non stancarsi troppo.

    Curiosità Linguistica

    Il titolo del film, «4 metà», gioca sull'espressione italiana «la mia metà» — che significa «il mio partner», letteralmente «la mia metà». L'idea è che ogni persona abbia una metà che la completa. È un'espressione romantica molto comune in italiano: «hai trovato la tua metà?» significa «hai trovato la persona giusta per te?».

    Livello A2 — Serie TV: "Incastrati"

    Al livello A2 — principiante esperto — capisci già le strutture di base dell'italiano e riconosci il vocabolario più comune. È il momento perfetto per iniziare con le prime serie TV. La serie consigliata è Incastrati, una comedy crime siciliana scritta, diretta e interpretata dal celebre duo comico Ficarra e Picone, disponibile su Netflix in tutto il mondo.

    Di Cosa Parla

    Salvo e Valentino, due tecnici della televisione, arrivano a casa di un cliente per un intervento e trovano un cadavere. Per paura di essere accusati, cercano di cancellare ogni traccia della loro presenza — e ovviamente le cose peggiorano sempre di più, in modo sempre più comico e assurdo.

    Perché È Perfetta per il Livello A2

    I dialoghi sono brevi e le situazioni comiche aiutano a capire il contesto anche senza conoscere ogni singola parola.

    Gli episodi sono corti, ideali per chi si stanca facilmente di concentrarsi in una lingua straniera.

    Gli attori parlano in modo abbastanza chiaro, anche se si sente spesso il caratteristico accento siciliano — con i sottotitoli in italiano attivati, si capisce tutto senza problemi.

    Curiosità Linguistica

    In Sicilia si usa spesso l'esclamazione «minchia!» per esprimere sorpresa, stupore o irritazione. È una parola molto colorita e tipica del dialetto siciliano, che si sente spesso in questa serie. In altre regioni italiane viene usata di meno — è quasi un marchio di fabbrica siciliano.

    Livello B1 — Film: "Il Falsario" (2026)

    Al livello B1 — intermedio — capisci l'italiano nella maggior parte delle situazioni quotidiane, ma hai ancora bisogno di qualche aiuto con il vocabolario più specifico o i registri formali. Il film consigliato è Il Falsario, disponibile su Netflix dal gennaio 2026, diretto da Stefano Lodovichi e interpretato da Pietro Castellitto.

    Di Cosa Parla

    La storia è ambientata nella Roma degli anni '70, gli anni del terrorismo, della criminalità organizzata e dei grandi misteri italiani. Il protagonista si chiama Toni: arriva a Roma con il sogno di diventare un grande artista, ma il suo straordinario talento nel copiare alla perfezione i capolavori dell'arte lo trascina in un giro criminale sempre più pericoloso. Diventa il più grande falsario d'Italia, coinvolto con la Banda della Magliana e persino — secondo alcune ricostruzioni storiche — con il caso Aldo Moro.

    Perché È Adatto al Livello B1

    Il linguaggio è vivace e diretto, con un vocabolario che va oltre il quotidiano: termini legati all'arte, alla criminalità e alla politica italiana degli anni '70 sono un ottimo modo per espandere le proprie conoscenze.

    I dialoghi sono chiari e il ritmo è sostenuto ma comprensibile.

    È visivamente bellissimo, pieno di atmosfera, e immerge in una Roma oscura e affascinante.

    Curiosità Storica e Linguistica

    La Banda della Magliana è stata una delle organizzazioni criminali più potenti della storia italiana, attiva a Roma negli anni '70 e '80. Il termine «falsario» viene da «falso» — chi produce cose false è un falsario. In italiano troviamo molte parole formate con questo stesso schema: «bugiardo» da «bugia», «traditore» da «tradire». Una volta capito il meccanismo, è facilissimo.

    Livello B2 — Serie TV: "Briganti" (2024)

    Al livello B2 — intermedio avanzato — hai già una buona padronanza dell'italiano e sei pronto per qualcosa di più impegnativo. La serie consigliata è Briganti, un originale Netflix del 2024, ambientata nell'Italia del Sud nel 1862, subito dopo l'Unità d'Italia.

    Di Cosa Parla

    La protagonista è Filomena, una donna di origini contadine che si ribella al marito violento, fugge nel bosco e si unisce a una banda di briganti alla ricerca di un leggendario tesoro nascosto dai Borboni. È una serie avventurosa e corale, che mescola il western all'italiana con il period drama storico e con temi modernissimi come l'emancipazione femminile e la resistenza contro l'oppressione.

    Perché È Consigliata al Livello B2

    Il linguaggio è ricco e vario: si sente il dialetto del Sud Italia — calabrese, napoletano — mescolato all'italiano standard, un'ottima palestra per l'orecchio.

    I dialoghi hanno un ritmo incalzante, spesso sovrapposti nelle scene d'azione.

    Il vocabolario storico e militare — termini come «brigante», «latitante», «cedere il passo» — è molto specifico e interessante.

    È girata in Puglia, tra Lecce, Nardò e Altamura, con paesaggi che sembrano usciti da un film di Sergio Leone.

    Curiosità Storica

    Dopo il 1861 — anno dell'Unità d'Italia — il Sud fu occupato militarmente dall'esercito piemontese. Molti contadini del meridione, impoveriti e sfruttati, si ribellarono dando vita al cosiddetto fenomeno del brigantaggio. I briganti erano considerati criminali dallo Stato, ma eroi dal popolo. Il dibattito su quella pagina di storia è ancora vivo in Italia oggi.

    Livello C1 — Film: "È Stata la Mano di Dio" (2021)

    Al livello C1 — avanzato — capisci l'italiano in modo fluido, riconosci le sfumature e percepisci la differenza tra i registri e i dialetti. Il film consigliato è È stata la mano di Dio, originale Netflix del 2021, diretto da Paolo Sorrentino — il regista italiano che ha vinto l'Oscar con La grande bellezza. Candidato all'Oscar come miglior film straniero nel 2022 e vincitore di 4 David di Donatello, è considerato uno dei film italiani più importanti degli ultimi anni.

    Di Cosa Parla

    La storia è autobiografica e ambientata nella Napoli degli anni '80: Fabietto è un adolescente goffo e sognatore che vive in una famiglia straordinaria, caotica e piena di vita. Due eventi cambieranno tutto: l'arrivo di Diego Maradona a Napoli — che trasforma la città intera in un'esplosione di gioia — e poi una tragedia inattesa, che segnerà Fabietto per sempre e gli indicherà la strada verso il cinema.

    Perché È di Livello C1

    Il film usa un napoletano autentico mescolato all'italiano standard — un mix linguistico denso, rapido e pieno di sfumature regionali che richiede un orecchio molto allenato.

    Il ritmo di Sorrentino è lento e poetico, con dialoghi carichi di sottotesti e riferimenti culturali profondi.

    I temi — il lutto, l'identità, il rapporto con Napoli, la vocazione artistica — richiedono una comprensione avanzata per essere pienamente apprezzati. È un film che non si guarda soltanto: si ascolta e si sente.

    Curiosità Culturale

    Il titolo si riferisce alla «Mano de Dios» — il gol segnato da Maradona con la mano durante i Mondiali del 1986, che lui stesso definì «un po' la mano di Dio, un po' la testa di Maradona». Per i napoletani, Maradona non era solo un calciatore — era una divinità. Quando arrivò a Napoli, la città intera si fermò. Questo film fa capire perché.

    Livello C2 — Serie TV: "Strappare lungo i Bordi"

    Al livello C2 — padronanza completa — capisci praticamente tutto e hai bisogno di qualcosa che metta alla prova non solo l'orecchio, ma anche la comprensione culturale e sociolinguistica dell'italiano di oggi. La serie consigliata è Strappare lungo i bordi, la serie animata di Zerocalcare, disponibile su Netflix. Zerocalcare è il nome d'arte di Michele Rech,...
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    8 Errori che Probabilmente Commetti in Italiano

    23/04/2026 | 31 min
    Sai qual è la differenza tra "impedire" e "ostacolare"? E perché diciamo "un bel libro" ma "un bell'uomo"? E soprattutto... perché non puoi dire "va a piovere" per parlare del futuro? Se queste domande ti fanno venire il mal di testa, sei nel posto giusto!

    Evita di Fare Questi SBAGLI Quando Parli Italiano

    1. IMPEDIRE vs OSTACOLARE

    Questi due verbi sembrano simili, ma c'è una differenza fondamentale che cambia completamente il significato della frase.

    IMPEDIRE: Il Blocco Totale

    IMPEDIRE significa bloccare completamente, rendere qualcosa impossibile. Quando usi questo verbo, indichi che l'azione NON è avvenuta, che c'è stato un blocco totale al 100%.

    "La neve ha impedito la partenza dell'aereo." → L'aereo NON è partito. Impossibile!

    "Il muro ci impedisce di vedere il mare." → NON possiamo vedere il mare. Zero possibilità!

    "Mi hanno impedito di entrare." → NON sono entrato.

    OSTACOLARE: La Difficoltà Superabile

    OSTACOLARE significa rendere qualcosa più difficile, ma non impossibile. L'azione avviene comunque, seppur con maggiore fatica o complicazioni.

    "La neve ha ostacolato il traffico." → Il traffico c'era, ma era lento e difficile.

    "I problemi economici hanno ostacolato il progetto." → Il progetto è andato avanti, ma con difficoltà.

    "Non voglio ostacolare i tuoi sogni." → Non voglio renderli più difficili da realizzare.

    Perché è Importante Non Confonderli?

    Perché il risultato comunicato è completamente diverso! Vediamo uno schema riassuntivo:

    VerboSignificatoRisultatoIMPEDIREBloccare completamenteNON succede (0%)OSTACOLARERendere difficileSuccede, ma con difficoltà

    Esempio pratico: Immagina di voler andare a una festa:

    "Mia madre mi ha impedito di andare alla festa." → Non sono andato. Mia madre ha detto NO e basta!

    "Mia madre ha ostacolato la mia uscita." → Sono andato alla festa, ma mia madre ha creato problemi: mi ha fatto mille domande, mi ha fatto ritardare, ecc.

    Se usi "impedire" quando vuoi dire "ostacolare", stai dicendo che qualcosa NON è successo, quando invece è successo!

    2. L'Aggettivo BELLO

    L'aggettivo BELLO è uno dei più problematici per gli studenti di italiano, ma cerchiamo di fare chiarezza una volta per tutte.

    La Regola d'Oro

    L'aggettivo BELLO, quando viene prima del nome, segue le stesse regole dell'articolo determinativo. Questa è la chiave per non sbagliare mai.

    ArticoloForma di BELLOEsempioILBEL"il libro → un bel libro"LOBELLO"lo spettacolo → un bello spettacolo"L'BELL'"l'uomo → un bell'uomo"LABELLA"la donna → una bella donna"L'BELL'"l'idea → una bell'idea"IBEI"i libri → dei bei libri"GLIBEGLI"gli spettacoli → dei begli spettacoli"LEBELLE"le donne → delle belle donne"

    Forme Corrette e Scorrette

    Corretto:

    • "Un bel libro" (come "il libro")• "Un bello spettacolo" (come "lo spettacolo")• "Un bell'uomo" (come "l'uomo")• "Una bella casa" (come "la casa")• "Una bell'idea" (come "l'idea")

    Scorretto:

    • "Un bello libro"• "Uno bel spettacolo"• "Uno bello spettacolo"

    Perché è Sbagliato Dire "Uno Bello Spettacolo"?

    Per due motivi fondamentali:

    1. L'articolo "UNO" si usa solo davanti a parole che iniziano con S + consonante, Z, GN, PS, X, Y. "Bello" inizia con B, quindi l'articolo è "UN", non "UNO".

    2. La forma "BELLO" si usa solo davanti a parole che iniziano con S + consonante, Z, GN, PS, X, Y (le stesse regole di "lo/uno")."Spettacolo" inizia con SP (S + consonante), quindi usiamo "BELLO".

    Attenzione! L'articolo va davanti a "BELLO", non davanti a "spettacolo"! Quindi:

    "UN bello spettacolo" (UN + BELLO + spettacolo)

    "UNO bello spettacolo" (L'articolo dipende da "bello", che inizia con B!)

    FraseCorretto?"Un bel spettacolo"No"Un bello spettacolo"Sì"Uno bel spettacolo"No"Uno bello spettacolo"No

    Nota: Nella lingua parlata informale, potresti sentire alcuni italiani dire "un bel spettacolo". Tuttavia, la forma grammaticalmente corretta è "un bello spettacolo".

    3. ACCORGERSI vs NOTARE

    Ecco un'altra coppia di verbi che crea molta confusione.

    NOTARE: L'Osservazione Visiva

    NOTARE significa vedere, osservare qualcosa. È un'azione consapevole, volontaria, legata principalmente alla percezione visiva:

    "Ho notato che hai cambiato pettinatura." → Ho visto, ho osservato il cambiamento.

    "Hai notato quel ragazzo al bar?" → L'hai visto? L'hai osservato?

    "Non ho notato niente di strano." → Non ho visto/osservato niente di strano.

    ACCORGERSI: La Presa di Coscienza

    ACCORGERSI significa rendersi conto di qualcosa, spesso in modo improvviso o dopo un po' di tempo. È più legato alla consapevolezza mentale che alla vista:

    "Mi sono accorto che avevo dimenticato il portafoglio." → Ho realizzato, mi sono reso conto.

    "Non si è accorta di niente." → Non ha capito, non ha realizzato.

    "Ti sei accorto che Maria era triste?" → Hai capito, hai realizzato che era triste?

    Le Sfumature di Significato

    VerboSignificatoAmbitoNOTAREVedere con gli occhi, osservarePercezione visivaACCORGERSICapire, realizzare, rendersi contoConsapevolezza mentale

    Esempio chiarificatore:

    "Ho notato che la porta era aperta." → Ho visto la porta aperta. Semplice osservazione.

    "Mi sono accorto che la porta era aperta." → Ho realizzato che qualcosa non andava. Magari all'inizio non ci avevo fatto caso, poi ho capito.

    Attenzione alla Costruzione Grammaticale!

    NOTARE + oggetto diretto (senza preposizione):

    "Ho notato il tuo nuovo taglio di capelli."

    "Ho notato che sei stanco."

    ACCORGERSI + DI + qualcosa:

    "Mi sono accorto dell'errore."

    "Mi sono accorto che sei stanco."

    "Mi sono accorto l'errore."

    Importante: Se usi ACCORGERSI, non dimenticare la preposizione DI!

    4. HA ATTERRATO vs È ATTERRATO

    Questo errore è molto comune: quale ausiliare si usa con il verbo ATTERRARE? La risposta è: dipende dal significato.

    ATTERRARE Intransitivo: Ausiliare ESSERE

    Quando ATTERRARE significa toccare terra, arrivare a terra (per un aereo, un uccello, ecc.), è intransitivo e vuole l'ausiliare ESSERE:

    "L'aereo è atterrato alle 15:30."

    "L'aereo ha atterrato alle 15:30."

    "L'elicottero è atterrato sul tetto."

    "Siamo atterrati con un'ora di ritardo."

    ATTERRARE Transitivo: Ausiliare AVERE

    Quando ATTERRARE significa buttare a terra qualcuno (in sport come la lotta, il rugby, ecc.), è transitivo e vuole l'ausiliare AVERE:

    "Il lottatore ha atterrato il suo avversario."

    "Il difensore ha atterrato l'attaccante in area."

    Perché è Sbagliato Dire "L'Aereo Ha Atterrato"?

    Perché quando parliamo di un aereo che tocca terra, ATTERRARE è intransitivo (non ha un oggetto diretto). E i verbi intransitivi di movimento o cambiamento di stato in italiano usano l'ausiliare ESSERE:

    "Sono arrivato." (non "ho arrivato")

    "Sono partito." (non "ho partito")

    "Sono atterrato." (non "ho atterrato")

    L'aereo non "atterra qualcosa". L'aereo semplicemente atterra. Quindi: è atterrato.

    Uso di ATTERRARETipoAusiliareEsempioToccare terra (aereo)IntransitivoESSERE"L'aereo è atterrato"Buttare a terra (sport)TransitivoAVERE"Il lottatore ha atterrato l'avversario"

    5. USCIRE + Luogo: Attenzione alla Preposizione!

    Questo errore è tipico di chi parla inglese ("to leave a place" senza preposizione).

    Forme Scorrette e Corrette

    Scorretto:

    "Sono uscito casa alle 8."

    "Esco l'ufficio alle 17."

    "Usciamo il ristorante?"

    Corretto:

    "Sono uscito di casa alle 8."

    "Esco dall'ufficio alle 17."

    "Usciamo dal ristorante?"

    Perché Serve la Preposizione?

    Perché in italiano il verbo USCIRE è intransitivo. Questo significa che NON può avere un oggetto diretto. Non puoi "uscire qualcosa". Devi usare una preposizione:

    USCIRE DA + luogo:

    "Esco dal cinema."

    "Esco dalla scuola."

    "Esco dall'ufficio."

    "Esco da casa."

    Attenzione! È anche possibile sentire l'espressione fissa "Uscire di casa" (soprattutto in alcuni contesti informali). Ma questo accade solo con "casa".

    LuogoPreposizioneEsempio CorrettoCasaDA (o DI)"Esco da (di) casa"UfficioDA (+ articolo)"Esco dall'ufficio"SupermercatoDA (+ articolo)"Esco dal supermercato"ScuolaDA (+ articolo)"Esco dalla scuola"FinestraDA (+ articolo)"Esco dalla finestra"

    6. CONVINCERE vs PERSUADERE

    Questi due verbi sono molto simili, ma hanno una sfumatura importante che li distingue:

    CONVINCERE: L'Approccio Razionale

    CONVINCERE significa far cambiare idea a qualcuno usando argomenti razionali, logici, prove:

    "L'ho convinto con i dati statistici." → Ho usato numeri, fatti, prove logiche.

    "Mi hanno convinto che avevo torto." → Mi hanno fatto capire, con argomenti, che sbagliavo.

    "Come posso convincerti?" → Come posso farti capire che ho ragione?

    PERSUADERE: L'Approccio Emotivo

    PERSUADERE significa far cambiare idea a qualcuno usando emozioni, fascino, insistenza:

    "Mi ha persuaso con il suo sorriso." → Il suo sorriso mi ha fatto cedere.

    "Alla fine mi hanno persuaso ad andare alla festa." → Hanno insistito, mi hanno fatto venire voglia.

    "È molto persuasivo quando parla." → Sa come toccare le emozioni delle persone.

    Le Due Strategie a Confronto

    VerboStrumentoAmbitoCONVINCERELogica, ragione, prove, datiTESTAPERSUADEREEmozioni, fascino, insistenzaCUORE

    Esempio pratico:

    "Il venditore mi ha convinto a comprare l'auto mostrandomi le caratteristiche tecniche e il prezzo competitivo." → Argomenti razionali: dati, numeri, fatti.

    "Il venditore mi ha persuaso a comprare l'auto: era così simpatico e entusiasta!" → Emozioni: simpatia, entusiasmo, fascino personale.

    Nota: Nella lingua quotidiana, molti italiani usano questi verbi come sinonimi. Quindi non è un errore gravissimo confonderli! Ma se vuoi essere preciso e raffinato, ora sai la differenza.

    La Costruzione Grammaticale

    ...
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    I VERBI Sintagmatici Italiani: Cosa Sono, Come Funzionano e Quando Usarli

    16/04/2026 | 25 min
    Ti è mai capitato di sentire un italiano dire "Vieni su!", "Butta via quella roba!" o "Metti giù il telefono!" senza capirne il significato? Quelli sono i verbi sintagmatici: espressioni usatissime nell'italiano parlato di tutti i giorni, ma quasi assenti dai libri di grammatica. Se vuoi capire l'italiano vero, quello della strada, del bar e della famiglia, devi assolutamente conoscerli.

    Verbi Sintagmatici: Guida Completa con Esempi

    Che Cosa Sono i Verbi Sintagmatici?

    Un verbo sintagmatico è un verbo formato da due elementi: un verbo base (di solito un verbo molto comune, come andare, venire, mettere, buttare…) più una particella, che di solito è un avverbio di luogo come su, giù, via, fuori, dentro, dietro, avanti, addosso.

    La cosa fondamentale da capire è questa: quando il verbo e la particella si uniscono, il significato cambia! Non basta conoscere il verbo e conoscere la particella separatamente: insieme creano un significato nuovo, spesso diverso da quello che ti aspetteresti.

    Facciamo un esempio. Il verbo mettere significa "to put" o "to place". La particella su indica una direzione verso l'alto. Ma mettere su? Non significa semplicemente "mettere qualcosa in alto". Può significare organizzare, creare, avviare qualcosa!

    Per esempio: "Ho messo su un'attività" = Ho avviato un'attività, ho creato un'azienda. Vedi? Il significato è completamente diverso!

    Somiglianza con i Phrasal Verbs Inglesi

    Se parli inglese, puoi pensare ai verbi sintagmatici come gli equivalenti italiani dei phrasal verbs. Proprio come to give up non significa semplicemente "dare + su", così andare via non è semplicemente "andare + via" nel senso letterale. La buona notizia? In italiano ce ne sono molti meno rispetto all'inglese.

    La Posizione della Particella

    Quando il verbo sintagmatico è usato con un pronome, la particella e il pronome possono cambiare posizione a seconda della situazione:

    "Butta via la scatola!" → "Buttala via!" (il pronome la si attacca al verbo, la particella via resta dopo)

    "Metti giù il telefono!" → "Mettilo giù!"

    Con l'imperativo e l'infinito, il pronome si attacca direttamente al verbo, formando un'unica parola, e la particella resta separata subito dopo.

    Nei tempi composti (passato prossimo, trapassato…), la particella va sempre dopo il participio passato:

    "Ho messo su il caffè" – Forma corretta.

    "Ho su messo il caffè" – Questa è sbagliata!

    I Verbi Sintagmatici Più Comuni

    Ecco la lista dei verbi sintagmatici che sentirai più spesso nella vita quotidiana italiana, organizzati in base alla particella che li accompagna.

    Verbi con "SU"

    Venire Su – Crescere, Svilupparsi

    Significato: Indica la crescita o lo sviluppo di qualcuno o qualcosa.

    Esempio: "Quel bambino è venuto su proprio bene!" = Quel bambino è cresciuto bene.

    Mettere Su – Avviare, Organizzare / Mettere a Cuocere

    Significato: Ha un doppio uso molto frequente. Può significare avviare un'attività oppure mettere qualcosa a cuocere.

    Esempi:

    "Hanno messo su un ristorante." = Hanno aperto un ristorante.

    "Metti su l'acqua per la pasta!" = Metti a bollire l'acqua.

    Tirare Su – Sollevare / Tirare Su col Naso / Allevare

    Significato: Questo verbo sintagmatico è molto versatile e ha tre significati principali: sollevare qualcosa fisicamente, tirare su col naso (aspirare il muco) e crescere/allevare qualcuno.

    Esempi:

    "Tira su quella scatola, è per terra." = Solleva quella scatola.

    "Smettila di tirare su col naso, usa un fazzoletto!"

    "L'ha tirato su da sola quel figlio." = L'ha cresciuto da sola.

    Andare Su – Salire, Aumentare

    Significato: Indica un aumento o un innalzamento.

    Esempi:

    "I prezzi sono andati su di nuovo." = I prezzi sono aumentati.

    "La febbre è andata su durante la notte." = La febbre è salita.

    Verbi con "GIÙ"

    Buttare Giù – Demolire / Scrivere Rapidamente / Demoralizzare

    Significato: Uno dei verbi sintagmatici più ricchi di sfumature. Può significare demolire fisicamente, scrivere velocemente qualcosa o demoralizzare qualcuno.

    Esempi:

    "Hanno buttato giù il muro." = Hanno demolito il muro.

    "Butta giù due righe per l'email." = Scrivi velocemente un'email.

    "Questa notizia mi ha buttato giù." = Questa notizia mi ha demoralizzato.

    Mettere Giù – Posare / Riattaccare il Telefono

    Significato: Indica l'azione di posare o appoggiare qualcosa, oppure riattaccare il telefono.

    Esempi:

    "Metti giù quel vaso, lo rompi!" = Posa quel vaso!

    "Ha messo giù il telefono senza salutare." = Ha riattaccato.

    Tirare Giù – Abbassare / Dire Parolacce (Informale)

    Significato: Significa abbassare qualcosa, oppure, in modo molto colloquiale, dire parolacce o bestemmiare.

    Esempi:

    "Tira giù la tapparella, entra troppo sole." = Abbassa la tapparella.

    "Quando si arrabbia, tira giù delle parolacce!" = Dice parolacce terribili. (Questa è molto colloquiale.)

    Venire Giù – Cadere, Crollare / Piovere Forte

    Significato: Indica qualcosa che cade o crolla, oppure che piove molto forte.

    Esempi:

    "È venuto giù il soffitto!" = Il soffitto è crollato.

    "Viene giù acqua a catinelle!" = Piove tantissimo. (Un'espressione molto usata quando piove forte.)

    Andare Giù – Scendere / Essere Digerito

    Significato: In senso fisico significa scendere o essere ingoiato/digerito. In senso figurato significa non accettare qualcosa.

    Esempi:

    "Questa medicina non mi va giù." = Non riesco a mandarla giù, non riesco a ingoiarla.

    In senso figurato: "Questa cosa non mi va giù." = Non la accetto, non la sopporto.

    Verbi con "VIA"

    Andare Via – Partire, Allontanarsi / Scomparire

    Significato: Indica l'azione di partire o allontanarsi, oppure il fatto che qualcosa scompare.

    Esempi:

    "Devo andare via, è tardi." = Devo partire.

    "Questa macchia non va via!" = Questa macchia non scompare.

    Buttare Via – Gettare nella Spazzatura / Sprecare

    Significato: Significa gettare qualcosa nella spazzatura, oppure sprecare tempo, denaro o opportunità.

    Esempi:

    "Butta via quelle scarpe vecchie!" = Gettale nella spazzatura.

    "Non buttare via il tuo tempo!" = Non sprecare il tuo tempo.

    Portare Via – Prendere e Portare Altrove / Rubare

    Significato: Indica l'azione di prendere e portare altrove qualcosa, oppure può significare rubare.

    Esempi:

    "Il cameriere ha portato via i piatti." = Ha tolto i piatti dal tavolo.

    "Mi hanno portato via il portafoglio!" = Mi hanno rubato il portafoglio!

    Mandare Via – Cacciare, Fare Andare Via Qualcuno

    Significato: Significa cacciare qualcuno, farlo andare via, oppure licenziare.

    Esempio: "Il capo lo ha mandato via." = Il capo lo ha licenziato / lo ha cacciato.

    Tirare Via – Togliere, Rimuovere

    Significato: Indica l'azione di togliere o rimuovere qualcosa.

    Esempio: "Tira via quella pellicola dal telefono." = Togli quella pellicola.

    Verbi con "FUORI"

    Venire Fuori – Emergere, Risultare

    Significato: Indica che qualcosa emerge, viene scoperto o risulta in un certo modo.

    Esempi:

    "Alla fine è venuto fuori che aveva ragione lui." = Alla fine è emerso, si è scoperto.

    "Come è venuta fuori questa torta?" = Com'è risultata?

    Tirare Fuori – Estrarre / Sollevare un Argomento

    Significato: Significa estrarre qualcosa fisicamente, oppure sollevare un argomento in una conversazione.

    Esempi:

    "Tira fuori le chiavi dalla borsa." = Prendi le chiavi dalla borsa.

    "Non tirare fuori questa storia adesso!" = Non parlare di questo argomento adesso!

    Buttare Fuori – Espellere, Cacciare

    Significato: Indica l'azione di espellere o cacciare qualcuno da un luogo.

    Esempio: "L'hanno buttato fuori dal locale." = Lo hanno cacciato dal locale.

    Saltare Fuori – Comparire all'Improvviso

    Significato: Indica qualcosa che compare inaspettatamente o che si presenta all'improvviso.

    Esempi:

    "È saltato fuori un problema all'ultimo momento." = Si è presentato un problema inaspettato.

    "Dopo anni, è saltata fuori una foto di quando ero bambina." = È comparsa una vecchia foto.

    Verbi con "DENTRO"

    Mettere Dentro – Imprigionare (Colloquiale) / Inserire

    Significato: In modo colloquiale significa mettere in prigione. In senso letterale significa inserire qualcosa in un contenitore.

    Esempi:

    "L'hanno messo dentro per tre anni." = L'hanno messo in prigione.

    "Metti dentro i vestiti nell'armadio." = Riponi i vestiti nell'armadio.

    Tirare Dentro – Coinvolgere

    Significato: Significa coinvolgere qualcuno in una situazione, spesso contro la sua volontà.

    Esempio: "Non tirarmi dentro questa storia!" = Non coinvolgermi in questa faccenda!

    Verbi con "DIETRO"

    Stare Dietro (a Qualcuno/Qualcosa) – Seguire, Occuparsi Di

    Significato: Indica l'azione di seguire qualcuno o occuparsi di qualcosa o qualcuno.

    Esempi:

    "Non riesco a stargli dietro, è troppo veloce!" = Non riesco a seguirlo.

    "Con tre figli, non è facile stargli dietro." = Non è facile occuparsi di loro.

    Lasciarsi Dietro – Lasciare alle Proprie Spalle

    Significato: Indica il fatto di lasciare alle proprie spalle qualcosa, spesso problemi o situazioni irrisolte.

    Esempio: "Si è lasciato dietro un sacco di problemi." = Ha lasciato molti problemi irrisolti.

    Verbi con "ADDOSSO"

    Mettere Addosso – Indossare / Attribuire la Colpa

    Significato: Può significare indossare qualcosa oppure attribuire la colpa a qualcuno.

    Esempi:

    "Mettiti addosso qualcosa di pesante, fa freddo!" = Indossa qualcosa di pesante.

    "Mi hanno messo addosso (addossato) la colpa!" = Mi hanno incolpato!

    Stare Addosso (a Qualcuno) – Insistere, Pressare

    Significato: Significa insistere, mettere pressione o controllare qualcuno continuamente.

    Esempio: "Il mio capo mi sta sempre addosso." = Il mio capo mi controlla e mi mette pressione continuamente.

    Verbi con "AVANTI"

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