Le parole della presidente del Cio Kirsty Coventry sono ormai risuonate, domenica 22 febbraio, nel silenzio dell'Arena di Verona. I Giochi invernali di MilanoCortina si sono chiusi: addio, o meglio arrivederci, al fuoco e alla bandiera olimpici. La serata veronese ha alternato mille protagonisti e stati d'animo: da Rigoletto gran cerimoniere nella celebrazione dell'opera lirica, a Roberto Bolle che è letteralmente volato nel cielo dell'Arena per incantare con la sua danza, a Paolo Fresu che ha intonato con la sua tromba l'inno italiano, ad Achille Lauro per il gran finale. Passiamo ora il testimone olimpico alle Alpi Francesi, che ospiteranno su un territorio altrettanto ampio i Giochi invernali 2030. Per noi è tempo di bilanci. Accolte con scetticismo e preoccupazione, le Olimpiadi hanno superato l'esame: l'organizzazione ha retto, e sotto il profilo sportivo, l'Italia chiude col bilancio record di 30 medaglie, 10 ori, 6 argenti e 14 bronzi: una doppia vittoria da consolidare ora insieme all'eredità olimpica.
Ma soprattutto - e sono quelle che riviviamo oggi a Olympia - i Giochi ci hanno regalato emozioni e storie che hanno avuto per protagonisti loro, le campionesse e i campioni che hanno lasciato sulla neve e il ghiaccio il loro segno indelebile, con le loro vittorie e le loro sconfitte, i loro sorrisi e le loro lacrime di gioia o di dolore.
Nella seconda parte del programma, analizzeremo il medagliere-record della spedizione azzurra (30 medaglie, di cui 10 ori, 6 argenti e 14 bronzi) nell'intervista con il segretario generale del Coni e responsabile della preparazione olimpica, Carlo Mornati.