Indagini

Il Post
Indagini
Último episodio

121 episodios

  • Indagini

    Torino – 8 maggio 1996 – Prima parte

    01/06/2026 | 40 min
    Marina Di Modica, 39 anni, scomparve, a Torino l’8 maggio 1996. Era uscita dall’ufficio poco prima delle 17, si era fermata in due negozi a fare acquisti, era rientrata a casa e poi era uscita nuovamente, prima di cena. Da quel momento di lei non si è più saputo nulla.

    In casa era tutto in ordine, mancava però una cosa: una scatola contenente francobolli che la donna aveva trovato in solaio a casa della madre durante un trasloco. Sulla sua agenda, proprio alla data 8 maggio, c’era un appunto: «B. Cena Paolo x F.Bolli».

    Quell’appunto condusse prima la famiglia poi gli investigatori a una famosa azienda filatelica, la Bolaffi, e poi a un nome. Le indagini però dopo pochi mesi si fermarono. Vennero riprese cinque anni più tardi, dopo altri quattro anni si arrivò a un processo. La vicenda giudiziaria si chiuse solo nel 2011, 15 anni dopo la scomparsa della donna.

    La storia della scomparsa di Marina Di Modica è una storia intricata che ruota proprio attorno a quella scatola di francobolli. Ma c’entra anche il passato della persona che fu poi accusata di omicidio e processata. E ancora, alcune radiografie, la strana prenotazione per una visita, una cabina telefonica. E soprattutto la scomparsa di un’altra donna, Camilla Bini, avvenuta sette anni prima di quella di Marina Di Modica. Quella donna, per la cui sparizione le indagini furono frettolose e superficiali, lavorava proprio alla Bolaffi.
    Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Indagini

    Torino – 8 maggio 1996 – Seconda parte

    01/06/2026 | 40 min
    Marina Di Modica, 39 anni, scomparve, a Torino l’8 maggio 1996. Era uscita dall’ufficio poco prima delle 17, si era fermata in due negozi a fare acquisti, era rientrata a casa e poi era uscita nuovamente, prima di cena. Da quel momento di lei non si è più saputo nulla.

    In casa era tutto in ordine, mancava però una cosa: una scatola contenente francobolli che la donna aveva trovato in solaio a casa della madre durante un trasloco. Sulla sua agenda, proprio alla data 8 maggio, c’era un appunto: «B. Cena Paolo x F.Bolli».

    Quell’appunto condusse prima la famiglia poi gli investigatori a una famosa azienda filatelica, la Bolaffi, e poi a un nome. Le indagini però dopo pochi mesi si fermarono. Vennero riprese cinque anni più tardi, dopo altri quattro anni si arrivò a un processo. La vicenda giudiziaria si chiuse solo nel 2011, 15 anni dopo la scomparsa della donna.

    La storia della scomparsa di Marina Di Modica è una storia intricata che ruota proprio attorno a quella scatola di francobolli. Ma c’entra anche il passato della persona che fu poi accusata di omicidio e processata. E ancora, alcune radiografie, la strana prenotazione per una visita, una cabina telefonica. E soprattutto la scomparsa di un’altra donna, Camilla Bini, avvenuta sette anni prima di quella di Marina Di Modica. Quella donna, per la cui sparizione le indagini furono frettolose e superficiali, lavorava proprio alla Bolaffi.
    Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Indagini

    Castelluccio dei Sauri (Foggia) – 14 marzo 1998 – Prima parte

    01/05/2026 | 48 min
    Il 15 marzo 1998, due ragazze diciottenni furono registrate in una stanza della procura di Foggia mentre parlavano della morte di una loro amica, coetanea. Quella morte era stata considerata, inizialmente, un suicidio. C’era anche una lettera d’addio, scritta a macchina. Fu da quei dialoghi intercettati in procura che gli inquirenti ebbero la conferma di ciò che già sospettavano. Nadia Roccia, questo il nome della ragazza, era stata uccisa e poi, in maniera ingenua e inverosimile, era stato simulato il suo suicidio.

    A essere accusate, processate e condannate furono le sue due amiche: Anna Maria Botticelli e Maria Filomena Sica, che tutti chiamano Mariena. Confessarono, ma indicarono moventi assurdi, poco credibili. Si parlò, in quella indagine, di promesse mancate, di gelosie, di sogni in cui appariva il fantasma del padre di una delle due autrici del delitto. Non mancò la pista satanica. Un consulente criminologo parlò di follia a due, una rara sindrome psichiatrica, difficile da diagnosticare. E poi, anche al processo, di omosessualità latente, di innamoramenti segreti e non corrisposti. L’attenzione mediatica fu costante, il video dell’esperimento giudiziale in cui le due ragazze ricostruivano le fasi dell’omicidio finì nelle mani dei giornalisti.

    I processi ebbero poi un andamento ondivago nella determinazione della pena e si conclusero con un patteggiamento.

    A distanza di 28 anni, il movente dell’omicidio non è mai stato chiarito.
    Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Indagini

    Castelluccio dei Sauri (Foggia) – 14 marzo 1998 – Seconda parte

    01/05/2026 | 59 min
    Il 15 marzo 1998, due ragazze diciottenni furono registrate in una stanza della procura di Foggia mentre parlavano della morte di una loro amica, coetanea. Quella morte era stata considerata, inizialmente, un suicidio. C’era anche una lettera d’addio, scritta a macchina. Fu da quei dialoghi intercettati in procura che gli inquirenti ebbero la conferma di ciò che già sospettavano. Nadia Roccia, questo il nome della ragazza, era stata uccisa e poi, in maniera ingenua e inverosimile, era stato simulato il suo suicidio.

    A essere accusate, processate e condannate furono le sue due amiche: Anna Maria Botticelli e Maria Filomena Sica, che tutti chiamano Mariena. Confessarono, ma indicarono moventi assurdi, poco credibili. Si parlò, in quella indagine, di promesse mancate, di gelosie, di sogni in cui appariva il fantasma del padre di una delle due autrici del delitto. Non mancò la pista satanica. Un consulente criminologo parlò di follia a due, una rara sindrome psichiatrica, difficile da diagnosticare. E poi, anche al processo, di omosessualità latente, di innamoramenti segreti e non corrisposti. L’attenzione mediatica fu costante, il video dell’esperimento giudiziale in cui le due ragazze ricostruivano le fasi dell’omicidio finì nelle mani dei giornalisti.

    I processi ebbero poi un andamento ondivago nella determinazione della pena e si conclusero con un patteggiamento.

    A distanza di 28 anni, il movente dell’omicidio non è mai stato chiarito.
    Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
  • Indagini

    Palermo, 16 gennaio 2023

    10/04/2026 | 9 min
    Matteo Messina Denaro è stato a lungo, per i mafiosi, una figura quasi mitologica: l’ultimo tra i capi della Cosa Nostra dell’epoca stragista a essere ancora in circolazione, latitante da trent’anni, imprendibile. Dopo l’arresto di Bernardo Provenzano, nel 2006, rimase l’unico in libertà tra i capi mafiosi che avevano partecipato nel 1992 alla riunione di Castelvetrano. Era la riunione in cui Totò Riina aveva imposto la strategia stragista: colpire persone con ruoli istituzionali o molto popolari, anche fuori dalla Sicilia, per fare pressioni sullo Stato affinché alleggerisse le posizioni dei mafiosi in carcere.

    E poi, a gennaio 2023, Messina Denaro è stato finalmente trovato e arrestato.

    Matteo Messina Denaro era scomparso a giugno del 1993, a 31 anni, ed è stato ritrovato che ne aveva 61. Nel frattempo era diventato uno dei capi più influenti di Cosa Nostra, e aveva guidato la sua trasformazione: meno morti, più affari, questa era diventata la nuova regola. Era un mafioso imprenditore. 

    Altre Indagini è il podcast di Stefano Nazzi che ogni due mesi racconta una delle grandi vicende della storia italiana, con gli stessi approcci e rigori applicati alla cronaca nera in Indagini. Le storie di Altre Indagini sono disponibili sul sito e ⁠⁠sull’app del Post⁠⁠ per le persone abbonate: un modo per ringraziarle per la loro partecipazione al progetto del Post, che fa sì che il Post possa continuare a fare il suo giornalismo in modo gratuito per tutte e tutti. ⁠⁠Se vuoi ascoltare Altre Indagini, abbonati al Post⁠⁠.
    Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Más podcasts de True crime
Acerca de Indagini
Tutto quello che è successo dopo alcuni dei più noti casi di cronaca nera italiana. Una storia ogni mese, il primo del mese. Un podcast del Post, scritto e raccontato da Stefano Nazzi.
Sitio web del podcast

Escucha Indagini, El Antipodcast y muchos más podcasts de todo el mundo con la aplicación de radio.net

Descarga la app gratuita: radio.net

  • Añadir radios y podcasts a favoritos
  • Transmisión por Wi-Fi y Bluetooth
  • Carplay & Android Auto compatible
  • Muchas otras funciones de la app
Indagini: Podcasts del grupo